Diretta web venerdì 25 settembre 2020 – ore 16,30

L’edizione di quest’anno è solo on line. Clicca qui per partecipare all’evento.

 

Intervengono Marco Knaflitz, professore ordinario di Bioingegneria elettronica ed informatica del Politecnico di Torino Marco Gazzoni, professore associato di Bioingegneria elettronica ed informatica del Politecnico di Torino e Marco Minetto, professore associato in Medicina fisica e riabilitativa dell’Università di Torino.

 

App o dispositivi medici?

Alla base dell’impiego di questi dispositivi c’è l’opportunità di avere parametri affidabili sull’utente, privo di competenza tecnica specifica ma in grado di utilizzare uno smartphone o un tablet. Non tutti, però, sono uguali. E bisogna fare attenzione, in particolare alle App. “Sono necessarie per consentire all’utente di disporre di dispositivi di piccole dimensioni, autonomia sufficiente, costo limitato e semplici da usare, concentrando nel dispositivo host (smartphone, tablet, …) tutta l’interfaccia utente, di fatto utilizzando display e modalità di comunicazione uomo-macchina tipiche degli stessi dispositivi host – spiega Knafiltz.  Quando lo scopo di un’applicazione la rende “Dispositivo Medico” – ad esempio un’applicazione che, monitorando il ritmo cardiaco di un paziente, sia in grado di allertarlo in caso di comparsa di un episodio aritmico – l’applicazione stessa deve rispondere alla regolamentazione, molto articolata e severa, che disciplina a livello europeo la messa in commercio dei dispositivi medici. In questo caso, l’applicazione deve essere garantita sia in termini di sicurezza sia in termini di efficacia dal fabbricante. Le App medicali, risultano soggette ad un processo di valutazione molto più complesso ed articolato”.

 

Benessere sotto controllo

I dispositivi indossabili sono destinati ad aiutarci nel controllo del benessere nella vita di ogni giorno. Lo conferma la scienza. “Ci renderanno più performanti e permetteranno inoltre una precoce identificazione di condizioni patologiche subcliniche che generalmente precedono la comparsa di patologie conclamate” fa osservare Minetto. Potranno inoltre migliorare il divertimento nella esecuzione dell’attività fisica ovvero la soddisfazione di chi la pratica (e quindi l’aderenza all’esercizio-terapia quando l’attività fisica sia utile per il controllo di problematiche cardiovascolari e/o metaboliche), che potrebbe essere percepita come più stimolante in considerazione della molte opportunità che derivino dal suo svolgimento (identificazione di percorsi di interesse oppure identificazione di percorsi adattati alle condizioni climatiche o di traffico, etc) oppure identificazione di “partner” per svolgimento di attività non individuali.  Per chi fa movimento il consiglio è di usare un cardiofrequenzimetro che permetta di misurare i battiti cardiaci, il dispendio energetico e la lunghezza del percorso è strumento davvero utile, pressoché insostituibile per runner e ciclisti. In futuro avremo molto di più: sensori indossabili per misurare l’attivazione muscolare in corso di attività, occhiali “speciali” (a realtà aumentata) indossabili durante l’attività fisica e utilizzabili per monitorare e stimolare l’attività stessa, rendendola più fruibile e/o divertente e/o sicura”.

SaluTO

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