Diretta web – sabato 26 settembre – ore 19,00

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Partecipano Maurizio Damilano, campione olimpico, ideatore del fitwalking, MAP Italia srl, saranno presenti Simona Bo, professore associato di Scienze dell’alimentazione dell’Università di Torino e Fabio Broglio, professore associato di Endocrinologia dell’Università di Torino.

 

“Per me muovermi, fare sport è sempre stato uno stile di vita fin da ragazzino – racconta Damilano. E’ poi diventato un aspetto professionale da atleta, e per 20 anni mi sono dedicato all’attività agonistica, ma sempre mi è rimasta dentro quella voglia e quell’idea che lo sport innanzitutto sia una pratica che ti arricchisce dal punto di vista fisico e mentale. Al termine della lunga parentesi sportiva ho sentito, con mio fratello Giorgio, anche lui olimpionico nella marcia, il desiderio di dare realtà a questo sentimento provando a lanciare qualcosa che, come prolungamento della nostra storia sportiva di marciatori, potesse permettere alla gente di entrare in uno stile di vita attivo in modo semplice sentendosi sportivi attraverso un esercizio parte della nostra quotidianità, ed è nato il fitwalking. L’importante è sentirsi comunque degli sportivi, anche camminando. Questo avviene soprattutto se il modo di camminare diviene più corretto. Se si usa una tecnica che permette di utilizzare al meglio la gestualità e la biomeccanica del camminare. Per stare bene, per tutelare la nostra salute, per mantenere un buon equilibrio psico-fisico camminare è un mezzo utilissimo. Io lo definirei quasi ‘l’uovo di Colombo’ della nostra salute. Per decenni la società ha marginalizzato la locomozione umana a favore di quella a motore, oggi finalmente si è tornati a vedere che senza movimento il nostro sistema va in tilt e si evidenziano tanti danni che troviamo in modo particolare nel proliferare delle patologie croniche non trasmissibili: obesità, diabete, problemi cardio-circolatori e anche alcuni tipi di tumore”.

 

Un buon sonno per stare meglio

Una buona qualità del sonno ha un ruolo importante nel condizionare la salute fisica e mentale. “La restrizione del sonno rappresenta un fattore di rischio per lobesità e le malattie del metabolismo e si associa ad abitudini alimentari meno salutari. In effetti, ridurre le ore di sonno può comportare aumento dell’appetito, tendenza a consumare snack, assunzione di una maggiore quantità di calorie, riduzione della sensibilità agli effetti dell’insulina, minore esercizio fisico e incremento di peso – fa sapere Simona Bo. Si può quindi instaurare un circolo vizioso in cui l’incremento di peso comporta un peggioramento della qualità del sonno che a sua volta predispone all’ulteriore incremento ponderale, circolo spesso difficile da interrompere e potenzialmente molto pericoloso per lo stato di salute dell’individuo”. Curiosità finale: per dormire bene, conta anche comemangiamo. “Si è visto che un intervallo di tempo lungo tra l’ultimo pasto del giorno e quello del giorno successivo (almeno 12 ore) è particolarmente “benefico” per il metabolismo. Mangiare tardi la sera è invece sfavorevole poiché peggiora la resistenza allinsulina, condizione che è alla base di molte malattie, tra cui il diabete mellito – ricorda lesperta. Inoltre, il pasto serale comporta una minore “spesa” di energia da parte dell’organismo (termogenesi dieto-indotta) rispetto allo stesso pasto consumato al mattino, a parità di calorie, condizione sfavorevole poiché predispone all’incremento ponderale”.

SaluTO

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