Diretta web – sabato 26 settembre 2020 – ore 16,30

L’edizione di quest’anno è solo on line. Clicca qui per partecipare all’evento.

 

Intervengono Stefano Bruschi, professore ordinario di Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica dell’Università di Torino e Mario Morino, professore ordinario di Chirurgia generale dell’Università di Torino.

 

Si chiama chirurgia bariatrica. Prevede diversi interventi da studiare caso per caso, per combattere le forme più gravi di obesità. E può contribuire a ridare un corpo “nuovo”, che va poi modellato dalle sapienti mani del chirurgo plastico.

 

Si può pensare ad un intervento di chirurgia bariatrica quando concomitano una serie di fattori il principale dei quali è la presenza della cosiddetta obesità grave ovvero  in un paziente che abbia un BMI (body mass index o indice di massa corporea) superiore a 35 spiega Morino.

Il BMI è definito come il peso in kg diviso per l’altezza al quadrato. Il valore normale oscilla tra 18 e 25. Oltre a questo il paziente deve avere una età tra i 18 e i 25 anni, avere in passato seguito terapie dietetiche con risultati infruttuosi, essere conscio delle conseguenze dell’intervento ed avere quella che gli anglosassoni definiscono una “buona compliance” traducibile come la disponibilità  ad adeguarsi alle conseguenze dell’intervento”.

 

Sul fronte delle tecniche le opzioni sono diverse. Ma alla base ci sono due principi”:  “quello restrittivoovvero ridurre la capacità dello stomaco di ricevere cibo e quello malassorbitivo ovvero  indurre una modifica nellassorbimento di quanto il paziente mangia fa sapere Morino. Gli interventi attualmente più praticati sono il bendaggio gastrico e la Sleeve Gastrectomy che appartengono al primo gruppo ed il Bypass gastrico che possiede entrambe le caratteristiche.

Gli interventi puramente malassorbitivi sono stati progressivamente abbandonati poiché comportano numerosi effetti collaterali. Tutti questi interventi si portano a termine con la chirurgia mini invasiva, la cosiddetta laparoscopia”.

 

La chirurgia estetica ricostruttiva

Dopo un intervento bariatrico, la diversa percezione del proprio corpo, legata al dimagrimento, può generare delle criticità relative non solo allaspetto fisico (decadimento dei tessuti, smagliature o altro), ma che possono coinvolgere anche la sfera psicologica: ci si trova, infatti, di fronte ad un corpo che è dimagrito, ma che porta inevitabilmente le stigmate dell’obesità. “È proprio sulle stigmate della malattia che il Chirurgo Plastico è chiamato ad intervenire precisa Bruschi.

Oggi, a parte la chirurgia estetica su persone non malate, esistono gli esiti della chirurgia oncologica e bariatrica. Ecco il concetto di C.O.R.E., ossia Chirurgia Oncologica Ricostruttiva ed Estetica”.

La Chirurgia Plastica post bariatrica può intervenire su molti distretti corporei. I più interessanti e i primi su cui si interviene solitamente, anche su richiesta del paziente, sono l’addome con l’addominoplastica, il dorso con la torsoplastica, il seno con la mastopessi. Per le braccia, l’interno coscia e i glutei gli interventi sono quelli di lifting, in cui si procede ad asportare leccesso cutaneo e nel viso anche al riposizionamento dei volumi“.

SaluTO

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