Le nuove frontiere della terapia farmacolgica
Il futuro delle terapie oncologiche sta nella prevenzione: quanto più precocemente saremo in grado di diagnosticare la malattia, tanto migliore sarà l’esito delle cure. E questo vale soprattutto per tumori inizialmente asintomatici e quindi difficili da diagnosticare, come il cancro del polmone.Se ne parla in “Prevenzione e medicina di precisione: il caso del tumore al polmone” diretta web venerdì 25 settembre ore 10.00-10.30. Intervengono Mirko Merletti, Responsabile Oncologia di AstraZeneca Italia; Silvia Novello, Professore Ordinario di Oncologia medica dell’Azienda ospedaliero-universitaria San Luigi Gonzaga di Torino; Giorgio Scagliotti, Professore Ordinario di Oncologia medica Università degli Studi di Torino.“L’importanza di un intervento tempestivo per contrastare la patologia oncologica emerge chiaramente dai recenti trial clinici effettuati – spiega Mirko Merletti, Responsabile Oncologia di AstraZeneca Italia. “Risultati particolarmente incoraggianti arrivano dall’utilizzo di terapie a bersaglio molecolare nei setting di malattia precoce: la risposta dei casi trattati è sorprendentemente positiva”.

Stiamo attraversando una fase di grande innovazione nel trattamento delle malattie oncologiche. “Da un lato – prosegue Merletti – è in formidabile espansione la medicina di precisione, con lo sviluppo di molecole capaci di intervenire su mutazioni genetiche specifiche, migliorando gli esiti del trattamento; dall’altro sta crescendo sempre più velocemente l’immuno-oncologia, con nuovi farmaci che agiscono sul sistema immunitario. Dai dati Esmo, European Society for Medical Oncology, recentemente presentati, emerge che l’immunoterapia aumenta la sopravvivenza dei pazienti e frena la progressione del tumore al polmone; parallelamente, con la medicina di precisione si va verso una terapia sempre più personalizzata, ritagliata sulle caratteristiche del paziente, che consente di modulare la cura per ottenere una più efficace risposta dell’organismo della singola persona.
“La ricerca di nuove terapie e nuovi approcci farmacologici è fondamentale – commenta Merletti – ma è altrettanto importante investire sullo screening per intercettare i casi di malattia silente, asintomatica, farli emergere e iniziare il trattamento in una fase in cui il tumore non è ancora diventato aggressivo. Per questo, in AstraZeneca, siamo impegnati al fianco delle Società Scientifiche, delle Associazioni Pazienti e delle Istituzioni, per promuovere un’informazione scientificamente corretta anche attraverso eventi divulgativi, accessibili alla popolazione generale, che può direttamente beneficiarne. Condividere con il pubblico una competenza specifica, che può e deve diventare conoscenza di ampio dominio, è il primo passo per migliorare l’efficacia delle cure: un pubblico meglio informato è fatto di pazienti più consapevoli e cittadini più sani”.

Con il contributo di

AZ
SaluTO

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